Roberto Gallerani

Ah... di iniziative ne sto vedendo anch’io diverse, un po' per ricevere donazioni, per far relazioni ecc. Un’altra è https://www.aiutiamolascuola.it/ di cui molto sono riusciti a far scrivere e parlare i giornali. Se guardiamo un po' dentro, alla fine in nessuno di questi (anche Servizio Marconi, a parte l’organizzazione di corsi … un po' tradizionali) c’è niente di più di una serie di form o mail a cui inoltrare richieste verso un non ben precisato “back-end” di “esperti”, un po' come per il ns Ordine “Gli ingegneri rispondono” alle startup di ART-ER … niente che crei un' utile continuità di relazione.

Nel ns campo sappiamo bene che una cosa è offrire un ”servizio” di chiarimenti, indirizzamento o aiuto nelle scelte e nel dubbio (che pure è importante anche perché fa buona “cultura”) e un altro conto è invece affrontare un’esigenza, un problema per cercare e realizzare una soluzione (progetto).

Per partire credo che già sarebbe utile, proprio ad esempio in “Servizio Marconi”, creare delle “room” (di fatto poi dei normalissimi gruppi) per ogni scuola. Su ogni “room” un team (4-5) di noi dialoga, direttamente nel gruppo e nelle sue discussioni anche attraverso documenti sintetici, con le figure scolastiche e nulla vieta che si possano anche concordare con esse alcuni brevi webmeeting sempre di chiarimenti e indirizzamento.

Man mano che dalle varie room nascono delle questioni più generali, strutturate e organiche, su un blog del portale esse vengono portate a tutti, oppure potranno alimentare la corsisitica del "Servizio Marconi".

Ovviamente questo non è niente di innovativo ormai, tuttavia mi sembra che sia meno nebuloso di altri casi o iniziative e con lo scopo di cercare di portare un po' di informazione, cultura e buon approccio con maggiore continuità e collocazione in un “luogo”, sia pur virtuale. Un “giorno” poi sul portale potrebbe essere aggiunto un “broker di soluzioni” dove una scuola fa una richiesta di soluzione e i partner/fornitori gli fanno la loro proposta di soluzione.

A meno che l’intento non sia da subito quello di rendersi disponibili da subito volontaristicamente in veri e propri progetti di attività/soluzione, come rigenerare decine o centinaia di Pc/Server/Tablet/..., progettare corsi di formazione (che è un lavoro tanto più impegnativo quanto più semplici sono gli strumenti ma le figure destinatarie non sono molto “informatizzate”), disegnare nuovi processi socializzanti di gestione della formazione a distanza, ecc….